Una Festa Patronale politicamente laica

In questi giorni non si fa altro che parlare della festa patronale che sarà.
Sembra improvvisamente che il paese abbia un solo pensiero. Riunioni pubbliche, nomine del comitato festa, polemiche politiche e voglia di partecipare alle decisioni e costruire la festa a propria immagine e somiglianza.

Evidentemente il tema centrale nella scorsa campagna elettorale non è mai uscito dalla discussione pubblica e questo, al di là di come la si pensi, potrebbe essere un fatto positivo.
Ma, il ma è d’obbligo: qualcosa non torna.
Secondo me si sta perdendo di vista una questione importante che è il tema e la mission della festa patronale che è prettamente religiosa. E invece questo tema è stato trattato come accessorio e non come elemento principale.
Personalmente ho sempre considerato la festa patronale cesanese un fatto importante per la città. L’evento dell’anno che con la sua storia e la sua tradizione produce ogni anno elementi benefici per l’intera collettività che agli inizi di settembre si ritrova come comunità solidale, coesa e orgogliosa del proprio paese.
Chiaramente non tutti la pensano allo stesso modo e questo va considerato.
La festa patronale con la sua storia più che trentennale va riformata, sicuramente va ricondotta ad una dimensione più adeguata alla modernità e che tenga conto anche delle difficoltà economiche del paese, ma per fare ciò bisogna ripartire dalla sua vocazione naturale.
Per questo ho riflettuto molto, come consigliere di minoranza, sulla decisione di indicare un rappresentate nel comitato festa che rappresenti le istanze del mio gruppo e questo probabilmente è stato un errore. Ma agli errori è sempre possibile porre rimedio e farò tutto quanto in mio potere per far si che ciò avvenga.

La Festa seconde me deve essere politicamente laica, quindi lo statuto deve essere rivisto ed impedire alla politica partitica di interferire in questo evento.
Nella gran parte dei comuni d’Italia le feste patronali sono organizzate da comitati fatti di associazioni, liberi cittadini e in alcuni casi anche da attività commerciali che insieme alle autorità religiose definiscono il programma e gli eventi che fanno da corollario agli aspetti religiosi, i quali sono sempre preminenti. Ruolo delle istituzioni è garantire la logistica, la sicurezza e l’ordine pubblico.
A tal proposito lo statuto della festa dovrebbe essere rivisto nella parte di composizione del comitato e far sì che alle riunioni del comitato partecipino i funzionari comunali o gli assessori delegati in quanto garanti del supporto pubblico della festa. Dico questo perchè in molti casi, questi soggetti si assumono anche responsabilità civili e penali. Lo dico anche per l’esperienza maturata negli ultimi 5 anni dove ho ricoperto il ruolo di presidente della commissione di controllo sui pubblici spettacoli e con tale ruolo ho sempre firmato tutti gli atti che certificavano la sicurezza delle strutture ricreative e ricettive della festa patronale. Ruolo sempre svolto al di fuori del comitato, in pratica un atto dovuto. Quante volte mi son sentito dire dal comitato che ero un rompiscatole perché guardavo alle “minuzie”, se una luminaria non era a norma, se mancavano il numero giusto di estintori presso le cucine o ancora se gli impianti elettrici non erano opportunamente protetti.
Quindi in questi giorni mi sono chiesto a cosa servano ancora i rappresentanti dei partiti o delle liste nel comitato festa patronale (notare che ho evidenziato in grassetto). Questi hanno infatti gli strumenti istituzionali per esercitare il controllo, anche economico, sulla festa nel luogo del consiglio comunale attraverso gli atti e gli strumenti legislativi disponibili.
Finanziare o no la festa è un atto politico e l’amministrazione se ne assume le responsabilità.

Da come si sono svolte le cose negli ultimi giorni mi è parso di capire che nessuno (vista la partecipazione e l’elenco dei nomi indicati non solo dai vari gruppi presenti in consiglio comunale, ma anche da singoli consiglieri, senza distinzione tra maggioranza e minoranza) metta in discussione la festa patronale, che sicuramente sarà più partecipata e più bella di prima. Così saremo tutti felici e contenti e finalmente potremo tutti insieme decantarne orgogliosamente i fasti.

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